10 capolavori di Luchino Visconti (1906-1976)

Luchino Visconti è uno dei maestri del cinema italiano. Ancora oggi, dopo oltre trent’anni dalla sua morte, il suo modello cinematografico è ammirato ed imitato in tutto il mondo. E’ stato un personaggio discusso, ma sempre innovatore, fin dai primi passi della carriera, iniziata in Francia con Renoir. Nel libro L’ITALIA DI FELLINI, la Wertmuller lo definisce come “un signore rinascimentale con una corte che era il lusso della sinistra, la ciliegina sulla torta. Prima della sinistra c’erano l’aristocrazia e l’estetismo.” L’artista prima di tutto: prima della politica, del proprio ruolo sociale, della propria condizione umana.

10. LA CADUTA DEGLI DEI (1969) L’avvento del nazismo come l’espansione di un cancro, della metastasi della coscienza. L’acquiescente resa della borghesia al male assoluto.

9. GRUPPO DI FAMIGLIA IN UN INTERNO(1974) Nessuno si salva dal processo di deoomposizione della società. Tutto è volgarità e tragedia. L’unica via di fuga sta nei libri, nell’arte, ma è una semplice illusione, braccata dalla morte. Grandissimo Burt Lancaster.

8. MORTE A VENEZIA (1971) Nel volto di Gustav (un gigantesco Dirk Bogarde) sono istoriate le riflessioni del regista sul senso della vita, sull’aspirazione alla bellezza, sull’incombenza della morte. Premiato a Cannes con il premio speciale della giuria.

7. OSSESSIONE (1943) Un film rivoluzionario nei contenuti e nella forma. La ricerca del realismo attraverso la rivisitazione del romanzo di Cain. Il cinema italiano comincia a cambiare.

6. LA TERRA TREMA (1948) Il realismo letterario e cinematografico nei volti scavati dei pescatori di Aci Trezza. Un mondo che scompare effigiato nella storia. E quanti richiami pittorici?

5. BELLISSIMA (1951) Una straordinaria interpretazione di Anna Magnani per parlare del sogno degli italiani nel secondo dopoguerra. Una storia commovente, ma anche una sapiente riflessione sul mito del cinema, sul desiderio di riscatto sociale del proletariato.

4. ROCCO E I SUOI FRATELLI(1960) Il dolente passaggio migrazionale, la distruzione del tessuto sociale arcaico italiano attraverso le vicende di una famiglia meridionale. L’evoluzione della città e del capitalismo distruggono l’uomo per il regista milanese.

3. LUDWIG (1972) L’estetismo, la decadenza? Eccole servite in un’opera monumentale che ritaglia un angolo di storia. Il fascino di Ludwig sta nel personaggio, nell’ambientazione (tutte rigorosamente reali) e nella ricostruzione di un’epoca.

2. IL GATTOPARDO (1963) “Tutto deve cambiare per non cambiare nulla” Le parole di Tomasi di Lampedusa raffigurano la perfetta metafora dell’Italia. Scorsese ha adorato questo film citandolo in L’età dell’innocenza. E’ un capolavoro assoluto.

1. SENSO (1954) E’ la summa di tutte le tematiche viscontiane. C’è la letteratura (Boito), la lirica, l’ossessione amorosa, il dramma, la bellezza, la perdizione e la decadenza. Visconti ha raccontato la decomposizione di un mondo che ora non c’è più e di cui lui ha fatto intimamente parte. Alida Valli magnetica.

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2 Responses

  1. Luciano scrive:

    Come è possibile dimenticare la scena del ballo tra il principe di Salina(BURT LANCASTER)e la figlia(CLAUDIA CARDINALE)ne”IL GATTOPARDO”? Basterebbe soltanto questa x inserire VISCONTI tra gli”immortali”della regia cinematografica !!!

     
    • Giovanni scrive:

      Verissimo. Purtroppo le scene memorabili da scegliere nel Gattopardo sono talmente tante che diventa impossibile accontentare tutti, se non con il film intero.

       

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